Il Fisco vede i tuoi bonifici: quali operazioni fanno scattare i controlli ?

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Cover: depositphotos Il Fisco vede i tuoi bonifici: quali operazioni fanno scattare i controlli ?
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Il Fisco Italiano sta accelerando sull’uso dei dati per stanare le possibili anomalie fiscali, come confermato anche dai dati che mostrano un cambio di passo evidente. Negli ultimi mesi infatti i controlli sui conti corrente sono aumentati in modo netto, fino a superare oltre tre volte i livelli registrati pochi anni fa.

Il meccanismo predisposto dal Fisco consente di individuare discrepanze e comportamenti anomali, e funziona come un filtro automatizzato. L’Agenzia delle Entrate infatti confronta i flussi bancari con il reddito dichiarato e, se il profilo che emerge non appare coerente, viene generato un alert. Il caso tipo è quello di un contribuente che dichiara 18mila Euro lordi annui ma presenta movimenti per 40mila Euro senza giustificazione tracciabile. Ecco perchè, in una situazione del genere, il sistema può far scattare un approfondimento.

Quali dati controlla il Fisco

Tra i dati accessibili dal Fisco rientrano i bonifici in entrata e uscita, i versamenti di contante, i prelievi e imovmenti effettuati con carte, i saldi, le giacenze e gli accessi alle cassette di sicurezza. Le operazioni che fanno scattare i controlli dell’Agenzia sono diversi, tra cui versamenti in contanti frequenti o di importo elevato, bonifici privi di una motivazione chiara, movimenti bancari non compatibili con il reddito dichiarato e, in alcuni casi, persino l’assenza totale di operazioni, che può far ipotizzare l’esistenza di entrate non emerse.

Garanzie per il contribuente

Centrale però è anche il tema delle garanzie per il contribuente: una recente pronuncia della Cassazione ha infatti chiarito che i dati bancari non possono essere utilizzati dall’amministrazione in modo automatico e senza giustificazione: l’accesso deve essere motivato nell’atto di accertamento. In assenza di questa motivazione, il contribuente ha la possibilità di contestare il provvedimento e chiederne l’annullamento.

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