MAI DIRE CESSO!

Partiamo dal principio che ogni ‘CESSO’ nasconde in se, nel suo profondo essere, una SPA.

Un po’ come in una scultura di Michelangelo, per il quale la figura da realizzare esiste già all’interno del blocco di marmo e basta solo liberarla.

Ci si deve affidare a qualcuno che sappia cavare dalla materia grezza l’opera d’arte, l’anima vera dello spazio e scoprire la meraviglia che nasconde.

Questo non è affatto difficile, perchè chi ha esperienza nel campo della progettazione saprà certamente riconoscere il cigno, nel brutto anatroccolo che ospitiamo in casa.

Facciamoci fare i conti in tasca, perché avere un budget non è affatto un limite, ma un punto di partenza.
Si può sforare innamorandosi strada facendo, delle infinite possibilità che il mercato propone, ma è importante sapere che si può ottenere un ottimo risultato anche con un piccolo budget.

Il mercato è per l’appunto vastissimo e non è giusto accontentarsi delle poche cose esposte nei negozi. Affidandosi ai consigli degli esperti e scegliendo da catalogo, si avranno soluzioni ad hoc, uniche e personalizzate.
Soprattutto se le proposte sono made in Italy, la qualità sarà sempre garantita anche SENZA TOCCARE CON MANO.

Il tempo è tiranno.
Le maestranze specializzate non si rendono disponibili ad un nostro schiocco di dita spesso i migliori hanno lunghe liste d’attesa, non affidiamo la nostra casa al primo che capita solo perché è l’unico libero e diffidiamo di chi dice di saper fare tutto senza pensarci due volte. Alcuni lavori sono complessi, non tutti sono in grado di svolgerli.
Diffidiamo anche di chi vuol fare tutto di testa propria e non vuole saperne delle nuove tecnologie, questo è un campo in continua evoluzione. Si può fare tutto, o quasi!
Proprio perché è un campo altamente tecnologico, vasto e diversificato, quasi nessuno è più in possesso di un magazzino, le proposte sono infinite e tutte personalizzabili. Si sceglie e si aspetta che vengano realizzate.
Quindi l’ordine del materiale dal rivenditore va fatto almeno un mese prima della data in cui è previsto l’inizio dei lavori.

Detto questo, entriamo nel cuore dell’argomento.
In genere l’appellativo di ‘cesso’ viene dato a piccoli buchi angusti apparentemente senza speranza, apparentemente…

I piccoli buchi angusti sono i più bei diamanti grezzi!

Il bagno piccolo, con soluzioni e idee giuste, può essere completo anche quando è di soli 2,0 mq, con sanitari ed elementi compatti, però ugualmente comodi e con qualche trucco per dare l’illusione di uno spazio più ampio.

L’ideale sarebbe riuscire a sostituire la porta a battente con una scorrevole, più piccola possibile (60cm). Nel caso in cui non avessimo la possibilità di fare uno scarico a pavimento per la doccia e si rendesse necessaria l’istallazione di un piatto doccia, diventerebbe poi l’unica soluzione possibile.

Bidet e vaso affiancati hanno bisogno di 120 cm sulla parete. Quando tale spazio non c’è, si è obbligati a sistemare i sanitari uno di fronte all’altro. Esistono modelli a profondità contenuta che lasciano tra i due elementi più spazio libero. Se si ha la possibilità preferiamo il sospeso che lasciando libero il pavimento crea un senso di leggerezza e spazialità.

Cristallo e vetro trasparente per la doccia, aumentano la leggerezza della stanza.

Possibilmente creiamo uno scarico a pavimento che ci permetterà di installare un box a scomparsa e che anche a livello visivo risulterà più omogeneo.
Un grande specchio sopra il lavandino farà la gioia di noi donne e contribuirà a rendere più ampi gli spazi.

Possiamo scegliere un semplice lavandino appartenente alla collezione dei sanitari scelti, soluzione economica e di minore impatto a livello di ingombro e aggiungere un pensile contenitore sospeso, o con anta a specchio. Oppure optare per un mobile piccolo e compatto, magari ad angolo.

Sanitari mini E-LINE di SIMAS

lavabo KRONO di COMPAB

box doccia a soffietto a scomparsa di CSA BOX DOCCIA

Un piccolo termoarredo poi ci consentirà di scaldare il bagno in un attimo, e sarà anche utile per appoggiare gli asciugamani e rendere piacevolmente tiepido l’accappatoio dopo la doccia…piccoli piaceri quotidiani!

Su pavimenti e rivestimenti darei sfogo alla fantasia.

Stiamo vivendo il ritorno dei meravigliosi anni ’50 e la tavolozza di colori in stile anni Cinquanta si concentra sui tutti i colori caldi, della terra, che si trovano in natura: ad esempio verdi, gialli e marroni, che ben si adattano agli spazi piccoli, perché sono in grado di dare una grande luminosità. Così come i formati tipici di quell’epoca: il mattoncino, meglio se diamantato; l’esagono in tutte le sue declinazioni; ma anche i vari mosaici e l’eterno 10X10.


Opterei per un montaggio a boiserie, che se si predilige il bianco ci da la possibilità di giocare con i colori sul resto della parete, o addirittura cercare degli effetti nuovi e sorprendenti con le carte da parati.

Il che naturalmente vale anche se scegliamo uno stile più minimal e contemporaneo.

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